ESCLUSIVA: Di Maio a un passo dalle dimissioni. Ecco chi sarà il nuovo capo politico del M5S

Luigi Di Maio pronto a rassegnare le sue dimissioni da Ministro dello sviluppo economico e ministro del lavoro non appena il reddito di cittadinanza sarà legge.

È questa l’indiscrezione, ancora non confermata, che gira sempre più insistente tra le mura di palazzo Chigi, dove proprio in questi giorni si stanno discutendo gli ultimi dettagli del reddito di cittadinanza, una delle più grandi promesse elettorali del Movimento 5 Stelle ai suoi elettori in questi ultimi anni.

Le tappe che hanno portato a questa scelta, che se confermata, avrebbe del clamoroso.

Le iene. Chi conosce bene Luigi Di Maio sa che quello delle Iene è stato un vero e proprio colpo basso, che ha toccato il ragazzo nel profondo. I 3 servizi andati in onda nelle ultime settimane hanno dipinto Di Maio come un bugiardo,  accusandolo di essere solo un prestanome per il padre per evitargli di pagare un debito con Equitalia.

Tanti, troppe, le accuse indirizzate al giovane napoletano da parte di tutte le forze politiche, che hanno colto la palla al balzo per accusare il M5S di non essere così onesto come si professava.
Da Renzi alla Boschi, gli attacchi sono stati tutti forti e belli diretti, e cosa peggiore rivolti anche alla famiglia del vicepremier.

A nulla è valso il video pubblicato ieri dal padre, Antonio Di Maio, che oltre a chiedere scusa agli operai assunti in nero nella sua azienda, ci ha tenuto a chiarire l’estranietà del figlio da tutte queste vicende.

Il conflitto interno al M5S. Altro momento di difficoltà. forse ancora più difficile di quello precedente, è stato il conflitto interno al Movimento che negli ultimi giorni del 2018 ha portato all’allontanamento di alcuni ministri, tra cui il generale De Falco, accusati di non rispettare i regolamenti interni al movimento. Qui le critiche contro i metodi poco democratici utilizzati dai vertici a 5 stelle sono state numerosissime, e forse hanno macchiato definitivamente l’immagine di un gruppo parlamentare che era noto con altri obiettivi.

La questione migranti. Ultima questione da non sottovalutare la gestione dei migranti. Di Maio non ha mai preso le distanze dalla politica di chiusura di Matteo Salvini, e questo non è andato giù al suo elettorato, che è stato accusato di essere a favore di una politica “razziale” nei confronti degli immigrati.

Una scelta inevitabile

Di Maio sta pagando certamente la sua inesperienza, non tanto quella politica, ma quella di confrontarsi quotidanamente con i suoi detrattori, che ora hanno deciso si prendere di mira la sua famiglia. 

Da qui nasce la sua dolorosa decisione: dimettersi da ministro dopo che il reddito di cittadinanza sarà legge. Questo lo aiuterà a risistemare le sue queste  private, provando a proteggere la sua immagine e quella della sua famiglia, anche se c’è chi giura che questo è solo un tentativo di aggirare il vincolo di mandato e ripresentarsi alle prossime elezioni con una maggioranza ancora più schiacciante, evitando patti di governo con altre forze politiche.


Cosa ne sarà del Movimento 5 Stelle?

In tutto questo polverone degli ultimi giorni, una avvenimento è passato sotto traccia: Alessandro Di Battista è tornato in Italia.

La sempre più probabile uscita di scena di Di Maio aprirebbe a scenari fin qui impensabili. Il movimento è forse nel momento più difficile dalla sua nascita: rischierebbe di trovarsi  senza una guida, in un periodo complicato. Da un lato le pressioni dell’Europa che spinge per diminuire il deficit proposto dal governo, dall’altro Salvini e la Lega che cercano di prendersi tutta la scena.
Tutto con l’ombra delle elezioni europee che si terranno il prossimo anno.

Ecco qui che all’interno del Movimento l’idea è quella di delinerare come guida Alessandro Di Battista. L’ unica persona che sarebbe capace di mettere d’accordo tutti, e che forse resta l’ultimo baluardo del viscerale legame tra il M5S e il suo elettorato. La sfida non è facile, Di Battista dovrebbe prendere le redini di un movimento che, soprattutto negli ultimi mesi, ha avuto tanti problemi (dalla vicenda dei bonifici a quest’ultima di Di Maio, ndr) e che ora lotta per ritrovare una sua propria identità senza far prevalere la Lega che nel frattempo continua a volare nei sondaggi.